Al di fuori del cibo!

Allora, andiamo a fare la spesa, torniamo a casa e sistemiamo per bene le nuove “cibarie” in frigorifero e in dispensa. Ma siamo sicuri che abbiamo comprato solo “roba da mangiare”? Molto spesso non ci si fa caso, ma al supermercato acquistiamo tanti, tantissimi materiali di scarto! Sacchetti, recipienti, imballaggi in plastica, in polistirolo, in alluminio, …

Fonte: http://www.eptanord.it/materiali-contatto-alimenti

Ovviamente tutto ciò è necessario, perché non possiamo tornare a casa con il sedano sotto braccio e la bistecca in borsa, ma facciamo attenzione! E’ importante imparare a conoscere le confezioni e sapere che esistono precise linee guida e regolamentazioni da seguire per i produttori, e anche alcuni accorgimenti (spesso ignorati) per i compratori. Ricordiamoci che anche noi, i consumatori, siamo tenuti ad informarci!

Abbiamo già approfondito il tema dell’etichetta e di quanto sia importante imparare a leggerla. Capire come è preparato e cosa contiene un cibo ci aiuta ad essere sicuri che l’imballaggio è quello giusto; inoltre, è utile anche quando, dopo una cena abbondante, mettiamo da parte “gli avanzi” per consumarli il giorno dopo, magari coperti da “qualcosa” che sarebbe meglio evitare.

Al fondo dell’articolo vi consiglio alcuni link utili per approfondire l’argomento “materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti”, ma qui di seguito riporto alcuni accorgimenti importanti per la nostra quotidianità. Con piccole azioni possiamo prevenire problemi ben più grossi in futuro.

Diamo un’occhiata:

  1. Sul retro delle scatole delle pellicole trasparenti vendute nei supermercati si legge: “evitare il contatto con cibi caldi e grassi”. Fino ad alcuni anni fa quest’utile pellicola conteneva spesso PVC (polivinilcloruro), polimero utilizzato anche in aziende non alimentari, per la sua grande versatilità. Sono numerosissimi gli studi sulla tossicità di questa molecola, in quanto rilascia ftalati, composti chimici che potrebbero interferire con alcuni processi ormonali. Non gridiamo subito al disastro però! Queste molecole sono rilasciate se a contatto con alimenti prevalentemente costituiti da grassi e oli, inoltre numerose aziende produttrici oggi si impegnano a produrre pellicole “senza PVC”. Per quando riguarda gli imballaggi di carni & C., essi sono adatti al contatto con alimenti e privi di PVC (come indicato sulla confezione). Comunque è buona norma non mettere la pellicola a diretto contatto con gli alimenti, soprattutto se ancora caldi o di composizione grassa. Usiamola per coprire contenitori o piatti, senza il contatto diretto, così eviteremo ogni problema 🙂 …ah…e ovviamente non usatela per la cottura (ad eccezione di quelle adatte al forno a microonde!
  2. Alluminio: sui contenitori di alluminio e sull’alluminio in fogli ci sono molte diatribe. L’Istituto Nazionale della Nutrizione (INRAN) ha condotto alcuni studi per quanto riguarda gli effetti degli “utensili” d’alluminio sulla salute. I contenitori e i fogli hanno molteplici usi in cucina e sono molto versatili. Vengono, quindi, spesso a contatto con i cibi, sia per la conservazione, che per la cottura. Allora cerchiamo di fare un po’ di chiarezza: anche in questo caso esistono norme precise e livelli minimi da rispettare per quanto riguarda la dose massima giornaliera accettabile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato, con studi, che questa non viene assolutamente raggiunta, con l’utilizzo di questi prodotti, considerando diversi campioni rappresentativi della popolazione (vedi link 1). Inoltre, la migrazione di sostanze nocive durante la conservazione o le cotture “al cartoccio” è pressoché nulla. Attenzione però, buoni accorgimenti per l’utilizzo di contenitori e fogli di alluminio sono i seguenti: bisogna evitare il contatto con alimenti acidi (es. aceto o pomodoro), in questi casi i mg di particelle rilasciate aumentano (qui per le tabelle dell’esperimento); cerchiamo di non utilizzare le teglie da forno a temperature superiori ai  200°-220°. In questi casi utiliazziamo per esempio le teglie di vetro, le quali sono ottime 🙂
  3. TetraPack: questo materiale rivoluzionario per gli imballaggi e il confezionamento nasce in Svezia nel 1952 con l’obiettivo di trovare un’alternativa più efficiente alla bottiglia di vetro. L’azienda prende il nome dal primo packaging innovativo per il latte a base di cellulosa, che era stato realizzato a forma di tetraedro, composto di quattro facce triangolari. Per quanto riguarda il rilascio di sostanze nocive negli alimenti contenuti in questi contenitori, non si rileva alcun dato significativo. Vi sono stati reclami e dubbi riguardo a  danni alla salute a seguito della migrazione di inchiostri di stampa nell’alimento. Tuttavia l’azienda non è stata ritenuta responsabile e tutto ciò è in linea con la posizione sia dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) sia dell’Istituto Superiore di Sanità che attesta la inesistenza di rischi per la salute collegati agli eventi. Ricordo comunque che il vetro è sempre la miglior alternativa! P.S. Se comprate il latte nella bottiglia di plastica, meglio scegliere quelle non trasparenti, in quanto la luce può determinare la perdita di alcune sostanze nutritive contenute nell’alimento.
  4. Bottiglie di plastica: allora la discussione sulle bottiglie in plastica PET è lunga e complicata. Qui io non voglio sostenere una tesi piuttosto che l’altra, per quanto riguardo l’utilizzo e il ri-utilizzo di questi contenitori; vorrei solo rendere consapevoli i lettori del fatto che, ad oggi,  il rischio zero sul possibile rilascio di sostanze dalle bottiglie ai liquidi contenuti non esiste. Ci sono studia riguardo, ma, come è facile intuire, dipende anche molto dalla qualità della plastica, dal trasporto, dalla conservazione. Non dobbiamo spaventarci! L’ideale sarebbero le bottiglie di vetro, in modo da diminuire anche il carico di rifiuti, ma ciò è ancora un po’ difficile da realizzare. Quindi, cerchiamo di non esporre le bottiglie a fonti di calore o luce del sole e non riutilizziamole all’infinito!

Vorrei concludere invitando tutti a non lasciarsi prendere dal panico! E’ necessario essere consumatori e produttori consapevoli e responsabili. Ognuno nel suo piccolo può contribuire a ridurre i rischi di danni alla salute o di inquinamento del suolo e delle acque. Dobbiamo vivere sereni e rispettare il pianeta e gli altri, è troppo facile dar sempre la colpa agli altri!

Mangiamo bene, beviamo bene, lavoriamo bene e divertiamoci bene! Le problematiche della salute sono eventi multifattoriali e se riusciamo a ridurre almeno un pochino questi “fattori”, con la dieta, lo stile di vita e piccoli accorgimenti, meglio no? 😉

Fonte: http://www.rinnovabili.it/ambiente/7-programma-d-azione-ambientale-europa-765/

A presto! 🙂

LINK UTILI:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...